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Текст книги "Практический курс итальянского языка. Продвинутый этап обучения — Людмила Петрова "

Петрова Людмила Александровна
Практический курс итальянского языка

Предисловие

Моему брату посвящается

Учебник предназначен для студентов II–III курсов языковых вузов, а также для всех, кто намерен развить навыки практического владения итальянским языком.

12 уроков состоят из основного текста, разнообразных лексико-грамматических, лексических и речевых упражнений, дополнительных текстов. Многие задания направлены на отработку одного из самых сложных грамматических[1] 1
В этом учебнике нет грамматических правил, поэтому для достижения наилучшего результата используйте «Практическую грамматику итальянского языка» или «Итальянскую грамматику» (JI.A. Петрова. – М. 2009).

[Закрыть] явлений итальянского языка – конъюнктива, не имеющего аналогов в русском языке.

Основные темы уроков – это история, культура, театр, школа, молодежь, семейные отношения, футбол и др.

Содержание текстов (преимущественно заимствованы из художественных произведений итальянских авторов) хронологически отражает главные этапы развития Италии, начиная с периода объединения (1860 г.) и по настоящее время.

В процессе изучения итальянского языка студенты познакомятся с историей, географией экономикой современной Италии, с самыми интересными фактами из истории и культуры этой страны, ее достопримечательностями (в разделе Vogliamo conoscere le regioni d’Italia 7), узнают о жизни самых ярких ее представителей (Гарибальди, Верди и др.). В учебник включены также тексты по наиболее актуальным вопросам современности, затрагивающим интересы многих людей на земле, – война, терроризм, социальные и политические потрясения и др.

Дополнительные тексты направлены как на расширение словарного запаса, так и на более глубокое изучение истории Древнего Рима (Un po’storia antica).

Так называемая хронологическая строка, представленная на каждой странице книги, даст необходимую информацию о знаменательных событиях, связанных с исторической, культурной и политической жизнью Италии.

Учиться с увлечением позволяет раздел Unро ‘di svago!Divertiamoci studiando! в котором представлены: курьезные факты; гороскопы; итальянский календарь с праздниками; античные боги, с именами которых связаны названия месяцев; рецепты вкусной итальянской кухни и т. д. Такой широкий диапазон лексического материала позволит не только пополнить словарный запас, но и активно употреблять в речи сложные грамматические конструкции, узнать о стилистических возможностях итальянского языка.

Рекомендуется уделять особое внимание краткому и более подробному пересказу текстов. Именно точное воспроизведение большого количества подлинных текстов позволяет не только преодолеть интерференцию, т. е. влияние родного языка, но и выработать навыки более свободного и профессионального владения иностранным языком, в частности, итальянским.

Такое многообразие текстов призвано восполнить пробел, обусловленный отсутствием на книжном рынке достаточного количества необходимой учебной литературы на итальянском языке.

Особое место в учебнике отведено заданиям на закрепление пройденного материала, выработку навыков перевода и развитие творческого отношения к этому непростому виду деятельности (рубрика Perfezioniamo il nostro italiano).

Автор выражает благодарность итальянским коллегам за сотрудничество в работе над некоторыми разделами этого учебника.

Особую признательность автор выражает журналу La Settimana Enigmìstica и лично г-у ОЛИВЬЕРО за любезно предоставленные комиксы.

Успеха всем дерзающим на благородном поприще освоения новых высот знаний!

Capitolo I

Perfezioniamo il nostro italiano

La spedizione dei Mille

La spedizione dei Mille[2] 2
Spedizione dei Mille. Operazione militare compiuta nel 1860 da poco più di mille volontari (ca. 1150), sotto la guida di G. Garibaldi, per abbattere il regime borbonico nell’Italia meridionale e in Sicilia. Giuseppe Garibaldi (Nizza 4.7.1807 – Caprera 2.6.1882). Militare e politico. Figlio di Domenico, comandante di modeste imbarcazioni, divenne anche lui precocemente marinaio, maturando un’inclinazione per la libertà e l’avventura che lo avrebbe sempre contraddistinto. Nel 1833, dopo un incontro con G. Mazzini, aderì alla Giovine Italia. Implicato in un fallito tentativo insurrezionale (Genova, 1834), fu costretto a fuggire in Francia e poi in America Latina dove soggiornò per tredici anni, combattendo per l’indipendenza di vari paesi il che gli valse l’appellativo di «eroe dei due mondi». Nel frattempo aveva sposato la brasiliana Anna Maria Ribeiro da Silva (Anita) che gli diede tre figli. Allo scoppio della prima guerra d’indipendenza (1848), ebbe l’autorizzazione a tornare nel Regno di Sardegna e costituì un corpo di volontari, impegnato contro gli austriaci nel nord della Lombardia. Dopo la sconfìtta piemontese tentò di proseguire la lotta ma dovette poi riparare in Svizzera. Nel novembre successivo fu eletto tra i membri dell’assemblea costituente della Repubblica Romana. Nominato generale di brigata, fu l’animatore della resistenza contro le truppe francesi e borboniche. Alla caduta della città, con alcune migliaia di seguaci forzò le linee avversarie, per cercare di portare aiuto a Venezia, che ancora resisteva. Braccato dalle truppe austriache, sciolse il suo reparto nei pressi di San Marino. Morì per la fatica e le privazione la moglie Anita. Garibaldi dovette affrontare un nuovo esilio a New York. Solo nel 1854 potè rientrare nel regno di Sardegna e si stabilì nell’isola di Caprera. Iniziò allora un periodo di ravvicinamento agli ambienti di governo piemontesi. Allo scoppio della seconda guerra di indipendenza C. Cavour lo nominò generale dell’esercito piemontese (1859), che riportò alcune importanti vittorie sugli austriaci. Staccatosi dagli ambienti moderati, Garibaldi si pose a capo di un raggruppamento politico di tendenza radicale, il Partito d’azione. In questo contesto maturò il progetto di una spedizione clandestina di volontari per la cacciata dei Borboni (spedizione dei Mille)

La situazione politica in Italia. Motivi di contrasto. La seconda guerra d’indipendenza aveva lasciato insoluto il problema dell’unificazione d’Italia: mancavano lo Stato Pontificio, il Regno delle Due Sicilie [3] 3
II Regno delle Due Sicilie. Conquistata da Carlo di Borbone (1734; trattato di Vienna, 1738), la Sicilia formò con Napoli il regno delle Due Sicilie (1816)

La soluzione si presentava difficile e il conte di Cavour primo ministro presso la corte del re di Savoia Vittorio Emanuele II[4] 4
Vittorio Emanuele II (Torino 14.3.1820 – Roma 9.1.1878). Re di Sardegna dal 1849 e il primo re d’Italia dal 1861. Savoia – 1. regione storico– geografica della Francia sud-orientale, fu sottomessa dai romani nel secolo II a. C. Passò quindi ai burgundi e ai franchi. Nel secolo XVI entrò a far parte dello stato piemontese, alle cui sorti fu legata fino al 1860; 2. famiglia nobile originaria del regno di Borgogna

[Закрыть]. era consapevole delle pericolose ripercussioni che un’iniziativa piemontese avrebbe suscitato in Europa.

Napoleone ///era intransigente sulla integrità territoriale dello Stato Pontificio, l’Austria era decisa a mantenere il Veneto e a favorire la politica reazionaria dei Borboni nell’Italia meridionale.

Data la situazione, il governo piemontese concentrò ogni sforzo nel consolidamento dei risultati raggiunti e preferì non affrontare subito la questione. All’opera diplomatica e moderata del Cavour si sostituì Vazione rivoluzionaria dei democratici, che fu decisiva per l’unità d’Italia.

Il Regno delle Due Sicilie. Alla morte del re Ferdinando II (1859), era salito al trono il figlio Francesco IL Uomo mediocre, convinto di poter seguire la politica reazionaria del padre, il nuovo sovrano non si curò di apportare i miglioramenti politici ed economici dei quali il paese aveva urgente bisogno, e rifiutò l’alleanza con il Piemonte, offertagli dal Cavour.

Il malcontento serpeggiò nel regno delle Due Sicilie e creò il terreno favorevole alla propaganda rivoluzionaria mazziniana.

La rivolta di Palermo. Il 4 aprile del 1860 scoppiò a Palermo una insurrezione soffocata nel sangue. La notizia degli avvenimenti spinse il siciliano Francesco Crispi, che si trovava esule nel Regno di Sardegna, a chiedere l’intervento di Garibaldi; bisognava approfittare del clima di agitazione per cacciare i Borboni dall’Italia meridionale. Il generale accettò la proposta.

L’impresa garibaldina. Il Partito d’azione. Dopo la seconda guerra d’indipendenza, attorno a Garibaldi si era rafforzato il Partito d’azione cui aderivano uomini di tendenze democratiche, desiderosi di risolvere con l’azione il problema dell’unità d’Italia.

L’impresa trovò l’approvazione di Vittorio Emanuele II; il Cavour, timoroso di un’iniziativa repubblicana, si mostrò contrario, ma non si oppose apertamente, per non diventare impopolare.

Alla spedizione di Garibaldi parteciparono circa Mille volontari, giovani patrioti di ogni ceto sociale che provenivano da tutta Italia e anche dall’estero. Fecero parte dell’impresa tra gli altri Ippolito Nievo, autore delle Confessioni di un Italiano, e Giuseppe Cesare Abba, che nel libro Da Quarto al Volturno redasse il diario della spedizione.

Verso la Sicilia. Dopo essersi impadroniti di due vapori, all’alba del 6 maggio, i Mille salparono da Quarto (Genova). Sostarono brevemente a Talamone, in Toscana, dove si rifornirono di armi, e si diressero quindi verso la Sicilia. Dopo che furono giunti nel porto di Marsala, Garibaldi fece accostare le sue navi a due unità britanniche che erano alla fonda nel porto di Marsala. Le navi borboniche, pertanto, non poterono usare i cannoni per timore di colpire le navi inglesi.

Sbarcati a Marsala (11 maggio), i Mille penetrarono verso l’interno e a Salemi Garibaldi, con un proclama, assunse la dittatura in nome di Vittorio Emanuele (14 maggio).

Con quel gesto Garibaldi indicava che il fine della sua impresa era la realizzazione dell’unità italiana sotto i Savoia.

La conquista dell’isola. Il primo scontro delle «camicie rosse»[5] 5
I garibaldini portavano camicie rosse

[Закрыть] con le truppe borboniche avvenne a Calatafimi (15 maggio). La battaglia fu durissima; il terreno fu conquistato con assalti alla baionetta, ma a sera la vittoria era dei garibaldini.

Il successo di Calatafimi risvegliò l’entusiasmo generale, perché la povera gente vedeva in Garibaldi, più che il liberatore dall’oppressione politica, colui che avrebbe risolto il problema della fame e dell’oppressione sociale con una giusta distribuzione delle terre.

Conquista di Palermo. Garibaldi inviò alcuni dei suoi nativi dell’isola, ad organizzare bande di «picciotti»[6] 6
picciotto è parola dialettale che significa «giovane»

[Закрыть]. giovani volontari siciliani.

Nella difficile marcia di avvicinamento a Palermo, Garibaldi rivelò le sue eccezionali capacità di capo partigiano e guerrigliero. La battaglia per la conquista di Palermo durò per tre giorni e fu durissima; numerosi furono i caduti. Con l’aiuto della popolazione, insorta il 30 maggio, le camicie rosse riuscirono ad espugnare la città. Fu costituito il Governo Provvisorio con a capo Francesco Crispi.

Vennero adottati i provvedimenti più urgenti: le pensioni per le vedove e gli orfani dei caduti in battaglia, aiuti per i mutilati, abolizione di ogni forma di servilismo (fu abolito il titolo di Eccellenza e il baciamano «da un uomo ad un altro uomo») in ossequio al principio dell’uguaglianza e della dignità umana.

Ma i contadini siciliani attendevano ben altro che astratti riconoscimenti di parità. La propaganda garibaldina aveva loro promesso grandi mutamenti sociali: l’abolizione del latifondo e la riforma agraria. Nel giugno cominciarono a verificarsi sommosse nelle campagne. Il Governo Provvisorio, preoccupato di perdere l’appoggio dei grandi proprietari, rimase sordo alle richieste e inviò il La Masa a ristabilire con energia l’ordine.

G. Cesare Abba riporta questo colloquio con un frate siciliano. L’autore era convinto che l’unità e la libertà fossero gli unici ideali per cui combattere, ma in Sicilia comprese che la libertà politica non bastava: era necessaria anche la libertà dalla fame e dall’asservimento ai ricchi.

Mi son fatto un amico. Ha ventisette anni, ne mostra quaranta: è monaco e si chiama padre Carmelo. Vorrebbe essere uno di noi, per lanciarsi nell’avventura col suo gran cuore, ma qualcosa lo trattiene dal farlo.

– Verrei, se sapessi che farete qualche cosa di grande davvero: ma ho parlato con molti dei vostri, e non mi hanno saputo dire altro che volete unire l’Italia.

– Certo, per farne un grande e solo popolo.

– Un solo territorio…! In quanto al popolo, solo о diviso, se soffre, soffre; ed io non so che vogliate farlo felice.

– Felice! Il popolo avrà libertà e scuole.

– E nient’altro! – interruppe ilfrate — perché la libertà non è pane, e la scuola nemmeno. Queste cose basteranno forse per voi Piemontesi: per noi qui no.

– Dunque che ci vorrebbe per voi?

– Una guerra non contro i Borboni, ma degli oppressi contro gli oppressori grandi e piccoli, che non sono soltanto a Corte, ma in ogni città, in ogni villa.

– Allora anche contro di voi frati, che avete conventi e terre ovunque sono case e campagne!

– Anche contro di noi; anzi prima che contro d’ogni altro! Ma con il vangelo in mano e con la croce. Allora verrei. Così è troppo poco. Se io fossi Garibaldi, non mi troverei a quest’ora, quasi ancora con voi soli.

– E chi vi dice che non aspettino qualche cosa di più?

Non seppi più che rispondere e mi alzai.

Garibaldi stava intanto per sferrare l’attacco decisivo contro i Borboni: il 20 luglio dopo un accanito combattimento riuscì ad espugnare Milazzo e Messina e a liberare così tutta l’isola.

L’esasperazione provocata dalla vana attesa esplose a Brente (4 agosto) in episodi di furore. Nino Bixio, detto il secondo dei Mille, fu inviato dal Governo a sedare la rivolta e la repressione compiuta dagli stessi Garibaldini fu spietata.

Lo sbarco in Calabria. Garibaldi intanto si apprestava a portare a termine la liberazione dell’Italia meridionale. Il 20 agosto sbarcò in Calabria, dove numerosi volontari si unirono ai garibaldini. La marcia procedette rapida, mentre le truppe borboniche si disperdevano. Il 7 settembre Garibaldi entrò a Napoli, accolto con entusiasmo dalla folla. Francesco Ile la sua corte si rifugiarono nella fortezza di Gaeta.

Preoccupazioni di Cavour. Il rapido successo dell’impresa e la grande popolarità di Garibaldi preoccuparono il governo piemontese. Il Cavour temeva l’affermazione delle idee repubblicane. Inoltre voleva scongiurare complicazioni diplomatiche con la Francia, qualora Garibaldi avesse progettato di liberare Roma. Di fronte all’incalzare degli avvenimenti, il Cavour agì con diplomazia e convinse Napoleone III della necessità d’un intervento piemontese, per evitare la formazione di una repubblica mazziniana[7] 7
mazziniano 1.agg che si riferisce alla persona, al pensiero e all’opera di G. Mazzini 2. sm (sf – a) seguace del pensiero di G. Mazzini

[Закрыть] nell’Italia centro-meridionale, anche perché l’arrivo del Mazzini a Napoli, rendeva più concreta questa possibilità.

Castelfidardo. L’esercito piemontese si mise in marcia per raggiungere Napoli. Nelle Marche, a Castelfidardo, sconfìsse le truppe pontificie che si erano opposte all’invasione.

Mentre i Piemontesi penetravano nel napoletano, Garibaldi, dopo sanguinosi combattimenti, riportava una decisiva vittoria al Volturno (1 ottobre).

Plebisciti. Il 21 e 22 ottobre, le popolazioni di Napoli e della Sicilia furono chiamate ad esprimere la loro scelta politica mediante plebisciti; il risultato fu favorevole all’annessione al Piemonte.

L’incontro a Teano. Qualche giorno dopo, nei pressi di Teano, Garibaldi s’incontrò con Vittorio Emanuele e lo salutò Re d’Italia: il guerrigliero rivoluzionario offriva con il suo gesto un nuovo regno al legittimo sovrano.

Significato dell’incontro. La tradizione risorgimentale esaltò il clima di amicizia e cordialità dell’incontro. La realtà fu diversa. A Teano il re assunse l’atteggiamento del restauratore dell’ordine contro l’iniziativa rivoluzionaria: non volle passare in rivista i garibaldini che avevano realizzato l’impresa, né li accettò nell’esercito regolare.

Garibaldi a Caprera. Le forze conservatrici, appoggiate dalle strutture di uno stato unitario, presero il sopravvento su quelle democratiche. Garibaldi congedò le sue camicie rosse e salpò all’alba per evitare dimostrazioni, ma almeno le navi straniere nella baia salutarono la sua partenza. Fu una rinuncia bella e dignitosa, perché malgrado numerose provocazioni Garibaldi non volle sollevare alcuna difficoltà e si ritirò nel suo piccolo podere a Caprera (Sardegna).

Il primo re d’Italia. Le Marche e l’Umbria votarono, mediante un plebiscito, l’annessione al Piemonte (novembre 1860). Soltanto nel febbraio dell’anno seguente l’esercito piemontese espugnò Gaeta, ultima resistenza borbonica.

Il 17 marzo 1861, Vittorio Emanuele fu proclamato re d’Italia «per grazia di Dio e volontà della Nazione».

Giuseppe Mazzini (Genova 22.6.1805 – Pisa 10.3. 1872), medico e docente universitario, mostrò precocemente grande tensione intellettuale e fervore patriottico. Laureatosi in filosofia e diritto, collaborò in alcuni periodici intellettuali. Nel 1827 si affiliò alla Carboneria e operò attivamente al suo interno. Esiliato a Marsiglia, vi fondò la Giovine Italia . Muovendo da una concezione etico-religiosa, rivendicava agli italiani il diritto di insurrezione, per abbattere i residui istituti medievali (papato e impero austro-ungarico) e proseguire sulla strada del progresso costruendo un’Italia libera, indipendente e repubblicana.

indipendenzasf независимость, самостоятельность

guerra d’indipendenzasf война за независимость

unificazionesf объединение, воссоединение; унификация

scoppiarevi лопаться, трескаться, разрываться, разразиться

risorgimentosm 1. возрождение, обновление 2. Рисорджименто (эпоха воссоединения Италии)

ripercussionesf 1. обратный толчок (удар) 2. отражение (звука, света) 3.fig. последствие, влияние, отражение

soluzionesfì. растворение, распад, распадение 2. хим. раствор 3. (раз)решение (вопроса), выход (из положения)

iniziativasf инициатива, начинание, почин, мероприятие

consapevoleagg осведомленный, знающий, сознающий

essere consapevole di qc (опознавать что-либо, быть осведомленным

suscitarevt возбуждать, вызывать, создавать, порождать

intransigenteagg(su qc) непримиримый (в чём-л. в вопросе о чём– л.), прямолинейный

integritàsf целость, целостность, неприкосновенность (территории)

consolidamento smукрепление,

affrontarevt (un problema) нападать, противостоять, встречать лицом к лицу, поставить, поднять (вопрос)

malcontentosm недовольство

volontariosm доброволец, волонтер

insorgerevi(contro, a difesa) восставать, подниматься (против, в защиту), возникать

insurrezionesf восстание

repressionesf репрессия, подавление, пресечение

soffocarevt душить, подавлять

abolirevt отменять, упразднять

abolizionesf отмена, упразднение

votarevt 1. голосовать 2. вотировать, принимать (утверждать) путем голосования

rovesciare il governo, rovesciare il trono свергнуть правительство, свергнуть с трона

salire sul trono взойти на трон

aderirevia qd/qc присоединяться

esplosionesf взрыв

impopolareagg непопулярный

proclamarevt (торжественно) провозглашать, объявлять

provvisorioagg временный

plebiscitosm плебисцит, всенародное голосование

1. Trascrivere dal testo tutte le frasi che contengono le parole ed espressioni del Vocabolario.

2. Tradurre le seguentifrasifacendo attenzione all’uso delle parole ed espressioni tratte dal brano e messe in corsivo:

1. Il popolo poteva essere orgoglioso della propria indipendenza economica. 2. Le guerre d’indipendenza furono quelle combattute nel Risorgimento contro l’Austria per il raggiungimento dell’ ‘indipendenza nazionale. 3. Lo scopo della lotta era l’unificazione di tutto il paese. 4. Il risorgimento dell’artigianato andava di pari passo con il risorgimento della pittura. 5. Le ripercussioni di queste riforme possono risultare imprevedibili. 6. Le ripercussioni degli ultimi avvenimenti sulla situazione economica del paese possono essere imprevedibili. 7. Il libro è dedicato ai martiri del Risorgimento. 8. Dobbiamo venire a una soluzione, potrebbe andare bene anche quella di compromesso. 9. La soluzione di questo problema finanziario spetta a tutti noi. 10 .La soluzione del cruciverba puoi trovarla all’ultima pagina. 11. Per queste sperimentazioni ci vuole la soluzione fisiologica. 12. È consapevole dei propri errori. 13. La nuova legge è stata votata unanime. 14. Sarà affrontata anche la tua proposta. 15. Il consolidamento della pace rimane ancora un problema importantissimo. 16. Cercheremo di fare del nostro meglio per scongiurare il pericolo. 17. Il governo provvisorio non riuscì a risolvere i problemi sociali. 18.1 siciliani insorsero contro la tirannide dei Borboni. 19. L’insurrezione travagliò tutta la regione. 20. Bisognava combattere per difendere l’integrità del territorio. 21. Finita la guerra è stata proclamata la repubblica. 22.1 volontari arrivavano da ogni parte del paese. 23. Con il plebiscito il popolo viene chiamato ad approvare о disapprovare un fatto che riguarda la struttura dello Stato о del governo.

3. Tradurre le seguenti frasi in italiano:

1. Война за независимость сплотила всех патриотов страны. 2. Я хотел бы получше познакомиться с периодом объединения Италии. 3. Это памятник героям, отдавшим жизнь за воссоединение Италии. 4. Они не согласятся на компромиссное решение. 5. Для разрешения конфликта потребуется несколько месяцев. 6. В любом случае тебе придется прийти к какому-либо решению. 7. Для подготовки этого мероприятия потребуется несколько недель. 8. Сегодня нам потребуется соляной и физиологический растворы. 9. Он вполне осознает свои ошибки. 10. Осведомленность о гражданских правах необходима каждому человеку. 11. Война должна быть предотвращена во что бы то ни стало. 12. Этот вопрос надо решать плебисцитом. 13. Закон был принят единогласно. 14. Мы будем настаивать на территориальной целостности страны. 15. Против восставших была брошена полиция. 16. Вопрос укрепления мира остается на повестке дня. 17. Репрессий можно было бы и избежать. 18. Этот закон может вызвать недовольство широких масс народа. 19. Войны за независимость окончились полной победой патриотов.

4. Tradurre in russo spiegando l’uso dei tempi verbali messi in corsivo:

1. La seconda guerra d’indipendenza aveva lasciato insoluto il problema dell’unificazione d’Italia. 2. L’iniziativa dei piemontesi avrebbe suscitato in Europa delle pericolose ripercussioni. 3. La povera gente vedeva in Garibaldi, più che il liberatore dall’oppressione politica, colui che avrebbe risolto il problema della fame e dell’oppressione sociale con una giusta distribuzione della terra. 4. La propaganda garibaldina aveva loro promesso grandi mutamenti sociali: l’abolizione del latifondo e la riforma agraria. 5. Il primo ministro voleva scongiurare complicazioni diplomatiche con la Francia, qualora Garibaldi avesse progettato di liberare Roma. 6. La marcia procedette rapida, mentre le truppe borboniche si disperdevano. 7. Garibaldi sconfisse le truppe pontifìcie che si erano opposte all’invasione. 8. Nino Bixio, il secondo dei Mille, fu inviato dal Governo Provvisorio a sedare la rivolta e la repressione compiuta dagli stessi garibaldini fu spietata. 9. Mentre i Piemontesi penetravano nel napoletano, Garibaldi riportava una decisiva vittoria al Volturno. 10. Il 21 e 22 ottobre le popolazioni di Napoli e della Sicilia furono chiamate ad esprimere la loro scelta politica mediante plebisciti. 11. Qualche giorno dopo, nei pressi di Teano, Garibaldi s’incontrò con Vittorio Emanuele e lo salutò Re d’Italia: il guerrigliero rivoluzionario offriva con il suo gesto un nuovo regno al legittimo sovrano. 12. A Teano il re assunse l’atteggiamento del restauratore dell’ordine contro l’iniziativa rivoluzionaria: non volle passare in rivista i garibaldini che avevano realizzato l’impresa, né li accettò nell’esercito regolare.

5. Mettere i verbi in corsivo al Passato prossimo e tradurre le frasi:

1. Il governo piemontese concentrò ogni sforzo nel consolidamento dei risultati raggiunti e preferì non affrontare subito la questione dei territori occupati. 2. All’opera diplomatica e moderata del Cavour si sostituì l’azione rivoluzionaria dei democratici, che fu decisiva per l’unità d’Italia. 3. Il nuovo sovrano non si curò di apportare i miglioramenti politici ed economici. 4. Francesco II rifiutò l’alleanza con il Piemonte. 5. Il malcontento serpeggiò nel regno della Sicilia e creò terreno favorevole alla propaganda mazziniana. 6. Il Governo Provvisorio, preoccupato di perdere l’appoggio dei grandi proprietari, rimase sordo alle richieste del popolo. 7. A Palermo scoppiò una insurrezione soffocata nel sangue. 8. La notizia degli avvenimenti spinse il siciliano Francesco Crispi a chiedere l’aiuto di Garibaldi. 9. Il generale Garibaldi accettò la proposta. 10. L’impresa trovò l’approvazione di Vittorio Emanuele II. 11. Il Cavour si mostrò contrario, ma non si oppose apertamente, per non diventare impopolare. 12. Alla spedizione di Garibaldi parteciparono circa mille volontari. 13. I Mille salparono da Quarto (Genova). 14. Sostarono brevemente in Toscana, dove sì rifornirono di armi e si diressero verso la Sicilia. 15. Le navi borboniche non poterono usare i cannoni per timore di colpire le navi inglesi. 16. Sbarcati a Marsala, i Mille penetrarono verso l’interno dell’isola. 17. Garibaldi, con un proclama, assunse la dittatura in nome di Vittorio Emanuele. 18. Il primo scontro delle «camicie rosse» con le truppe borboniche avvenne a Calatafimi. 19. La battaglia fu durissima. 20. Il successo di Calatafimi risvegliò l’entusiasmo generale. 21. Garibaldi rivelò le sue eccezionali capacità di capo partigiano e guerrigliero. 22. La battaglia per la conquista di Palermo durò per tre giorni. 23. Con l’aiuto della popolazione i garibaldini riuscirono ad espugnare la città. 24. Le forze conservataci presero sopravvento su quelle democratiche. 25. Garibaldi congedò le sue camicie rosse e salpò all’alba per rifugiarsi nel suo piccolo podere a Caprera.

6. Sostituire ai puntini la preposizione semplice о articolata conveniente:

1. Dopo la seconda guerra… indipendenza per l’unificazione… Italia mancavano Roma e i territori… Stato pontificio, il regno… Due Sicilie, il Veneto. 2. All’opera diplomatica… Cavour si sostituì l’azione rivoluzionaria… democratici. 3. Il 4 aprile 1860 scoppiò… Palermo un’insurrezione antiborbonica subito soffocata. 4. Francesco Crispi, sostenuto… Partito d’azione, chiese allora l’intervento… Garibaldi. 5. Impadronitosi… due vapori il Lombardo e il Piemonte, Garibaldi… mille uomini salpò… Quarto (maggio 1860). 6. Con una dura battaglia, espugnò Palermo dove fu costituito un governo provvisorio con… capo il Crispi. 7. Dopo la vittoria… Milazzo (20 luglio) fu liberata tutta l’isola. 8. Le mancate riforme sociali provocarono rivolte contadine subito represse… garibaldini. 9. Conquistata la Calabria, Garibaldi entrò… Napoli, mentre Francesco II si rifugiò… Gaeta. 10. Per evitare complicazioni… Francia, qualora Garibaldi avesse voluto liberare Roma, fu inviato un esercito piemontese che… Castelfidardo incontrò e sconfìsse le truppe pontificie ed entrò… Napoletano. 11. Garibaldi intanto vinceva… fiume Volturno. 12. Le popolazioni… Napoli e… Sicilia espressero mediante plebiscito il desiderio… annessione… Piemonte. 13. Dopo aver consegnato… Vittorio Emanuele II i territori conquistati, Garibaldi si ritirò… Caprera. 14. Le Marche e l’Umbria votarono l’annessione… un plebiscito. 15. Il 17 marzo 1861 Vittorio Emanuele II fu proclamato re… Italia «… grazia… Dio e volontà della Nazione».

7. Trasformare in discorso indiretto le parti dialogate del testo.

8. Tradurre in russo i seguenti gruppi di parole e farne delle frasi:

consapevole – consapevolezza, intransigente – intransigenza, approvato – approvazione, sostituito (sostituto) – sostituzione, costituito – costituzione, istituito – istituzione, represso – repressione, assunto – assunzione, disperso – dispersione, rifornito – rifornimento, opporsi – opposizione, costituire – costituzione, sbarcare – sbarco, aderire – adesione.

9. Finire le seguenti frasi facendo attenzione alla reggenza verbale e aggettivale:

1. Il governo progettava di…. 2. Il generale era consapevole di…. 3. Il ministro rimase intransigente su… 4. Lo Stato maggiore concentrò ogni sforzo nel…. 5. La situazione spinse il comando a…. 6. Il nuovo dirigente rimase sordo a… 7. Il collettivo si mostrò contrario a…. 8. I soldati rivelarono le eccezionali capacità di… 9. Tutti erano desiderosi di…. 10. Il piano ha trovato l’approvazione di…. 11. Non mi oppongo a…. 12. Garibaldi salpò da…. 13. Non vorrei approfittarmi di…. 14. Tutti aderirono a… 15. Lui non si curava mai di (fare)… 16. I sindacalisti si apprestarono a… 17. Prima della partenza bisognava rifornirsi di… 18. Potevano risolvere il problema della fame e dell’oppressione sociale con…. 19. Alla politica diplomatica si sostituì….

10. Tradurre le seguenti frasi in italiano:

1. Правительство планировало провести новые аграрные реформы. 2. Командование осознавало всю серьезность создавшегося положения. 3. Все силы были сконцентрированы на выполнении намеченного плана. 4. Действия повстанцев подтолкнули население страны к массовым акциям протеста. 5. На смену старому всегда приходит новое. 6. Участники экспедиции должны были запастись двухдневным запасом питьевой воды. 7. Никто не выступил против последнего решения административного совета. 8. В этом вопросе мы будем непоколебимы. 9. Участники конкурса продемонстрировали все свои лучшие качества. 10. Все население желало только мира. 11. Новый закон снискал одобрение широких масс трудящихся. 12. Он никогда не заботился о том, чтобы производить хорошее впечатление. 13. Корабль отплыл из Неаполя точно по расписанию. 14. Ты не должен воспользоваться его сегодняшним положением. 15. После всего случившегося они поспешили уладить ситуацию. 16. Преодолеть это можно только терпением и любовью. 17. К гарибальдийцам присоединялись и простые крестьяне. 18. Необходимо во что бы то ни стало предотвратить эту войну. 19. Вскоре ненавистный режим был свергнут. 20. Восстание с трудом было подавлено. 21. Вскоре король был свергнут с трона. 22. Энтузиазм прежних лет дал снова себя знать. 23. Краснорубашечники дали решительный бой иностранным оккупантам. 24. Был предпринят ряд мер по нормализации социального положения населения. 25. Необходимо отменить любую форму сервилизма. 26. После тяжелых и продолжительных боев город был взят штурмом.

11. Spiegare l’uso о mancanza dell’articolo dopo come nei gruppi di parole in corsivo, tenendo presente che:

□ l’articolo è assente nelle apposizioni e nei complementi come + N con il significato «in qualità di».

Esempio: Lavorava come ingegnere (in qualità di ingegnere); Come giudice è bravissimo (in qualità di giudice);

□ ma l’unità è infranta e l’articolo va usato se il nome sostantivo è messo in rilievo.

Esempio: Lo conoscevano tutti come l’allenatore della nazionale; La partenza gli rimaneva come una plausibile alternativa.

Esempio: È stato mandato a Roma come inviato speciale (l’articolo manca perché si tratta di un termine);

□ questi costrutti sono da non confondere con quello di paragone che si usa con articolo.

Esempio: Piangeva come un bambino (come se fosse un bambino).

1. Come uomini di tendenze democratiche erano desiderosi di risolvere con l’azione il problema dell’unificazione d’Italia. 2. Come garibaldino poteva contare sul loro appoggio. 3. Le sentinelle camminavano su e giù come automi. 4. Diceva queste cose meccanicamente come una formula imparata da anni. 5.1 soldati erano fermi come statue, i loro volti militarmente chiusi. 6. Probabilmente ferito, si afflosciò come un sacco. 7. I vincitori furono accolti come trionfatori. 8. Quel pensiero gli attraversò la mente come una corrente elettrica. 9. Si parlavano come fratelli e potevano scherzare di tutto senza ferirsi. 10. Il suo viso si faceva improvvisamente rosso: il signor colonnello arrossiva come un bambino. 11. Era venuto a curiosare come un viaggiatore di passaggio. 12. Lo conoscevano tutti come il medico della nazionale di calcio. 13. Come medico era veramente bravo. 14. Si presentò come un medico. 15. Partì per Londra come turista. 16. Era vestito come un turista. 17. Per dieci anni lavorò in Svizzera come operaio agricolo. 18. Fu mandato in Italia come inviato speciale del giornale. 19. Come scienziato era abbastanza conosciuto nel mondo. 20. Come direttore, si occupava anche della portineria e del bar. 21. Parlava l’italiano come un italiano, come un vero italiano. 22. Era mica male come attore. 23. Recitava come un attore. 24. Come padre è bravissimo. 25. Suona bene la chitarra quasi come il padre di Antonio. 26. Si comporta come un padre di famiglia. 27. Per tutta la notte farneticò come un posseduto. 28. Non essendo molto abile come dattilografo, battè a macchina il rapporto con due sole dita. 29. La sua megalomania poteva essere interpretata come un mero egocentrismo esagerato. 30. Si presentò come esperto consigliere. 31. Si è permesso di parlare come un esperto consigliere. 32. Si offrì come interprete e fu accettato. 33. Come presidente poteva dare quell’ordine. 34. Lui, come giudice, deve essere imparziale. 35. Come riserva per quel concerto fu scelto Mario. 36. Il bambino strepitava come un ossesso sebbene nel cadere si fosse appena sbucciato le mani.

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